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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #11-26 - Vittoria dell'algoritmo? Reti digitali ed attivismo sociale (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Mon, 11 May 2026 06:09:53 +0300
Una delle interpretazioni avanzate per spiegare l'inaspettata vittoria
del NO al referendum è che le preferenze elettorali manifestate il 22 e
23 marzo siano il prodotto di un reticolo in cui la volontà umana,
l'architettura delle interfacce e l'infrastruttura di calcolo agiscono
in un intreccio di dipendenza reciproca, inestricabile e capace di
risultati eccezionali. La logica di questo sistema è orientata alla
produzione di emozioni ad alta eccitazione e alla cattura
dell'attenzione nei soggetti. Il fronte del NO, secondo questa
interpretazione, si sarebbe avvantaggiato delle istanze divisive,
oppositrici ed indignate che ne costituivano il sostrato emozionale, più
congeniali alla dinamica dell'algoritmo.
Rispetto a questa interpretazione, c'è da considerare il fatto che
l'architettura delle reti su cui risiedono i social e gli algoritmi che
li fanno funzionare possono essere considerati come la struttura di un
settore, quello dell'industria della comunicazione, in cui il meccanismo
di produzione del valore e di estrazione del plusvalore è analogo a
quello che agisce nell'industria manifatturiera. Ci troviamo quindi di
fronte ad un pezzo di "struttura" della società, che produce i suoi
effetti sulla "sovrastruttura" politica e ideologica della società.
Il modo di produzione capitalistico non può sopravvivere senza
rivoluzionare di continuo gli strumenti di produzione, quindi i rapporti
di produzione, quindi tutto l'insieme dei rapporti sociali. I modi di
produzione precedenti erano invece basati sulla conservazione del modo
di produzione tradizionale. Questo incessante rivoluzionamento della
produzione, porta con sé l'altrettanto incessante scuotimento di tutte
le condizioni sociali, tutte le stabili e arrugginite condizioni di
vita, con il loro seguito di opinioni e credenze, rese venerabili dalla
loro durata nel tempo. La società borghese, quindi, si presenta come una
società instabile e meno capace delle precedenti di mantenere la
struttura piramidale della società. Questa instabilità si accentua con
la crescente incapacità di valorizzare il capitale, assicurando il
reddito alle classi privilegiate sulla base dello sfruttamento della
capacità lavorativa della grande massa della popolazione. La continua
trasformazione dei mezzi di produzione è particolarmente intensa nei
settori dell'alta tecnologia, della comunicazione e dell'informatica,
scossi dalle continue innovazioni sia nei materiali, sia nelle
attrezzature, sia nelle procedure.
La letteratura scientifica riconosce l'importanza dei motori di ricerca
nell'orientare i soggetti umani che interagiscono con loro. Lo psicologo
Robert Epstein ha suggerito, fin dal 2015, che esista un effetto di
manipolazione da parte del motore di ricerca (SEME - Search Engine
Manipulation Effect). Dagli esperimenti di Epstein emergerebbe che le
classifiche di ricerca di parte possono spostare le preferenze di voto
degli elettori indecisi del 20% o più; il cambiamento può essere molto
più alto in alcuni gruppi demografici e tali classifiche possono essere
mascherate, in modo che le persone non siano in alcun modo consapevoli
della manipolazione.
Questi effetti, che arrivano fino alla possibilità di manipolare gli
orientamenti di voto, sono favoriti dalla trasmissione di messaggi ad
alto contenuto emozionale. Emozioni come lo stupore o il timore
reverenziale, la rabbia, l'indignazione morale, la paura o il piacere
provato per le sfortune e le umiliazioni dei rivali politici vengono
stimolate dall'algoritmo e a loro volta stimolano l'algoritmo.
Sulla base di queste riflessioni, è legittimo ritenere che nella
vittoria del NO al referendum l'algoritmo abbia svolto un ruolo
importante, come lo ha svolto, su un altro piano, nelle mobilitazioni in
occasione del sequestro da parte dell'apparato militare israeliano,
della Global Sumud Flotilla, fra cui vi erano anche alcuni cittadini
italiani.
Di contro possiamo fare alcune riflessioni.
La gestione dei motori di ricerca da parte dei governi e dei grandi
gruppi monopolistici li rende un potente strumento di controllo sociale,
ma la loro intrinseca instabilità, derivante dal continuo
rivoluzionamento dell'informatica, delle infrastrutture e dei protocolli
delle reti li rende incapaci di assicurare nel tempo quella stabilità
che è uno dei presupposti della conservazione sociale. La stessa ricerca
del massimo profitto, che muove in prima istanza i gruppi monopolistici,
li spinge a veicolare istanze popolari e quindi potenzialmente
redditizie, indipendentemente dalla coerenza con il progetto complessivo.
Un'altra considerazione riguarda le bolle epistemiche e le camere d'eco.
Una bolla epistemica è una struttura sociale che limita l'esposizione a
informazioni diverse, portando gli individui a ricevere solo contenuti
che confermano le loro credenze preesistenti. Questo fenomeno è
particolarmente importante nei social media. La camera d'eco, a sua
volta, è uno spazio di comunicazione chiuso, che non suscita alcun
interesse negli estranei o che rifiuta il loro contributo.
Resta da capire se queste bolle epistemiche e camere d'eco che avrebbero
favorito la vittoria del NO siano nate sulla spinta del messaggio
elettorale o se fossero preesistenti e abbiano solo rimbalzato questo
messaggio. Naturalmente questo dipende dal tipo di bolla. La chat
Whatsapp o Telegram del collettivo tal dei tali è ovviamente
preesistente al flusso informativo sul referendum, che penetra in essa e
provoca reazioni diverse nei partecipanti. In questo senso l'algoritmo
accelera, amplifica l'aggregazione, la orienta magari, ma non la genera.
Per capire la genesi di queste aggregazioni bisogna uscire dalla realtà
virtuale e tornare ad analizzare la realtà sociale. È nelle sue
contraddizioni che trovano origine i movimenti sociali, non nelle
architetture delle reti informatiche.
La partecipazione insolitamente alta al referendum significa che tante
persone che non hanno partecipato alle ultime tornate elettorali sono
andate a votare. Ci troviamo di fronte ad una mobilitazione di massa in
difesa della costituzione, o piuttosto per mandare a casa il governo
Meloni. Ci troviamo allora di fronte ad una forma di mobilitazione
paragonabile a quella a sostegno della Flotilla, anche se ovviamente
meno conflittuale. Ebbene, sia nel caso della Flotilla che nel caso del
referendum, ci troviamo di fronte a mobilitazioni che hanno come tema
l'una la solidarietà, l'altra la libertà, sia pure confusamente intesa.
È quanto di più lontano ci sia dalle reazioni immediate e viscerali,
catalizzate da quei contenuti che l'architettura digitale, progettata
per questo, premia e amplifica sistematicamente.
Un'ultima considerazione riguarda la misura in cui i movimenti
rivoluzionari, ed in particolare l'anarchismo, possono interagire con i
motori di ricerca. Per quanto mi riguarda, ritengo che il meccanismo di
funzionamento dell'algoritmo sia intrinsecamente incapace di svolgere
una qualsiasi funzione emancipatrice, intesa come capacità di costruire
relazioni collaborative tra i soggetti e di sviluppare atteggiamenti
critici nei confronti dei messaggi veicolati. In realtà il funzionamento
dell'algoritmo riproduce, in modo aggiornato, le tradizionali pratiche
di governo, tendenti a mantenere le masse in uno stato di soggezione.
Il modo in cui alcuni sostenitori del fronte del "NO" hanno proposto le
loro tematiche ha avuto spesso caratteristiche grossolane, basate
sull'accentuazione della tematica della legalità, sulla demonizzazione
dell'avversario, soprattutto di chi sosteneva le ragioni
dell'astensionismo, bollandolo come alleato oggettivo della destra.
La critica sociale rappresenta un elemento ineludibile di una
ricostruzione della soggettività rivoluzionaria, al di fuori e contro le
logiche di dominio. Una critica che, che con lo svelamento dei
meccanismi di sfruttamento ed oppressione, restituisca al soggetto
rivoluzionario la capacità di comprendere, se non di controllare, le
esplosive contraddizioni che agitano la società borghese. Questa critica
deve mettere in discussione le pratiche autoritarie e violente
all'interno dei movimenti e degli organismi di base, a partire da quella
retorica tossica che fa della denigrazione dell'interlocutore uno
strumento per affermare le proprie tesi. Ma per fare tutto questo, come
abbiamo visto, le architetture digitali dei social rappresentano più un
ostacolo che un aiuto: occorre uscire dal cyberspazio, mettere i piedi
sul terreno e confrontarci faccia a faccia con i nostri referenti sociali.
Il nostro scopo non è conquistare qualche voto in più alle prossime
elezioni; il nostro scopo è costruire le forze e gli organismi per dare
vita ad una nuova società.
Tiziano Antonelli
https://umanitanova.org/vittoria-dellalgoritmo-reti-digitali-ed-attivismo-sociale/
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