A - I n f o s

a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **
News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts Our archives of old posts

The last 100 posts, according to language
Greek_ 中文 Chinese_ Castellano_ Catalan_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_ _The.Supplement

The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours | of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006 | of 2007 | of 2008 | of 2009 | of 2010 | of 2011 | of 2012 | of 2013 | of 2014 | of 2015 | of 2016 | of 2017 | of 2018 | of 2019 | of 2020 | of 2021 | of 2022 | of 2023 | of 2024 | of 2025 | of 2026

Syndication Of A-Infos - including RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups

(it) Italy, FDCA, Cantiere #43 - Anarchici iraniani: «Continuiamo a organizzarci e a resistere» - Gabriel Fonten intervista il Fronte Anarchico (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Fri, 8 May 2026 09:08:20 +0300


Quando avete parlato l'ultima volta con Freedom, le proteste in Iran si stavano rapidamente diffondendo e intensificando, ma cresceva anche la repressione. Potete spiegare cosa è accaduto da allora e cosa ha fatto il vostro collettivo? ---- Dalla nostra ultima intervista, la situazione in Iran è cambiata in modo violento e senza precedenti. Proteste diffuse in molte città sono state affrontate con una repressione severissima. Le forze di sicurezza hanno attaccato i manifestanti usando munizioni vere; migliaia di persone sono state uccise o ferite e decine di migliaia arrestate. Un pesante clima di sicurezza si è diffuso in tutto il Paese.
Esistono inoltre rapporti e prove documentate che indicano come, nelle attuali condizioni di guerra, alcuni detenuti vengano trattenuti in luoghi esposti ai bombardamenti aerei e siano di fatto utilizzati come scudi umani.
Nel mezzo di questa situazione, prima che il movimento avesse la possibilità di riorganizzarsi, si è verificato un altro sviluppo: il 28 febbraio 2026 sono iniziati attacchi militari su larga scala da parte degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, colpendo centinaia di obiettivi in tutto il Paese. Diversi alti comandanti e figure politiche della Repubblica islamica sono stati uccisi in questi attacchi e il Paese si trova ora in stato di guerra.
La struttura di potere della Repubblica islamica sta affrontando una crisi seria, ma il futuro politico del Paese resta incerto e conteso.
Le forze statunitensi e israeliane hanno preso di mira numerosi siti in Iran e, in questi attacchi, oltre agli obiettivi militari, sono stati uccisi anche civili. Allo stesso tempo, la Repubblica islamica ha utilizzato le proprie capacità missilistiche per colpire obiettivi nella regione.
Questi scontri mettono in pericolo la vita di milioni di persone in tutta l'area e finora centinaia di civili hanno perso la vita. L'esperienza storica della regione mostra inoltre che l'intervento straniero raramente ha portato a una reale libertà e ha spesso prodotto nuove forme di dominio, instabilità e competizione geopolitica.
In queste condizioni, le nostre attività come anarchici sono continuate. Abbiamo cercato di impedire che queste voci venissero messe a tacere nel mezzo della repressione e della guerra documentando gli eventi, pubblicando dichiarazioni, mantenendo reti di solidarietà internazionale e trasmettendo all'esterno le voci dei lavoratori, delle donne e di diversi settori della società.
Allo stesso tempo abbiamo posto una particolare attenzione all'ampliamento delle discussioni sull'auto-organizzazione e sull'organizzazione orizzontale nei quartieri, nei luoghi di lavoro e nelle università, e alla connessione di questi nuclei con reti più ampie di solidarietà sociale.
Crediamo che senza tali basi sociali ogni ondata di protesta resterà vulnerabile alla repressione statale.
Le persone sono riuscite a difendersi dalla repressione che hanno subito?
In molti casi le persone hanno cercato di difendersi in modi diversi: dalla creazione di reti di solidarietà per curare i feriti e assistere le famiglie dei detenuti, fino a varie forme di resistenza nelle strade. Tuttavia dobbiamo essere realistici: l'apparato repressivo della Repubblica islamica è estremamente vasto e altamente organizzato, il che ha reso difficile la difesa collettiva.
In queste condizioni, le persone hanno sviluppato metodi come la dispersione rapida nelle strade, l'organizzazione anonima e il sostegno reciproco all'interno dei quartieri. In alcune regioni, come il Kurdistan e il Baluchistan, dove esiste una storia più lunga di resistenza sociale, le comunità locali in alcuni casi sono state maggiormente in grado di proteggersi. Nelle grandi città, invece, la repressione è stata estremamente dura.
Il gruppo più vulnerabile resta quello dei prigionieri politici, in particolare coloro che sono stati arrestati durante le proteste recenti, detenuti in condizioni estremamente pericolose e tuttora esposti alla minaccia di pesanti condanne o persino dell'esecuzione.
L'esperienza di questo periodo mostra che le reti locali di solidarietà sociale possono svolgere un ruolo importante nella difesa collettiva e nel sostenere la resistenza.
Quando abbiamo intervistato per l'ultima volta il Fronte Anarchico, il governo iraniano aveva appena bloccato completamente Internet. Da allora ci sono stati cambiamenti significativi nella vostra capacità di comunicare e di accedere alla rete? Le persone sono riuscite ad aggirare queste restrizioni?
Il governo iraniano continua a utilizzare i blocchi o le restrizioni di Internet come uno dei suoi principali strumenti di repressione. Negli ultimi anni, ogni volta che l'accesso alla rete è stato ampiamente interrotto, ciò ha quasi sempre coinciso con violente repressioni e con l'uso diretto delle armi da fuoco contro i manifestanti.
Con lo scoppio della guerra, i blackout di Internet sono stati nuovamente applicati su larga scala, privando milioni di persone della comunicazione online. Già prima della guerra, durante le proteste recenti, le restrizioni alla rete erano diventate più severe e più prolungate rispetto al passato, interrompendo per settimane la comunicazione tra gli attivisti.
Tuttavia, le persone hanno acquisito una notevole esperienza e capacità nell'aggirare queste restrizioni. Strumenti come i protocolli V2Ray e applicazioni come Psiphon e Lantern sono ampiamente utilizzati e, ogni volta che una connessione è disponibile, Telegram rimane una delle piattaforme di comunicazione più importanti.
Anche l'Internet satellitare è diventato importante per alcuni attivisti, anche se l'accesso resta limitato.
Allo stesso tempo, l'esperienza di questi anni ha mostrato che nessun movimento sociale può fare affidamento esclusivamente su Internet. Il vero fondamento di ogni movimento sociale si costruisce attraverso relazioni dirette, fiducia reciproca e legami reali tra le persone.
Avete messo in guardia dal rischio che i monarchici (che rappresentavano una piccola minoranza nelle proteste) cercassero di usare il movimento come trampolino per il proprio progetto politico. In che misura pensate che abbiano avuto successo?
Le correnti monarchiche hanno cercato di presentarsi come l'unica alternativa politica, utilizzando piattaforme mediatiche sotto il loro controllo e con il sostegno di alcuni governi stranieri. Reza Pahlavi e i suoi sostenitori hanno tentato attivamente di proporsi come governo di transizione e hanno ricevuto appoggio da alcuni media in lingua persiana e da parte di alcuni governi occidentali.
Tuttavia, la reale base sociale di questa corrente all'interno dell'Iran è molto più limitata di quanto suggerisca la sua presenza mediatica. Molte delle persone che hanno partecipato alle proteste sono scese in piazza contro tutte le forme di autoritarismo e non vedono nel ritorno della monarchia una soluzione.
In realtà, una larga parte della società iraniana comprende molto bene che sostituire una forma di autoritarismo con un'altra non è una soluzione. Per questo continuiamo a sottolineare che il futuro della libertà in Iran non risiede né nella restaurazione della monarchia né nella continuazione di altre strutture autoritarie, ma nell'autogoverno sociale e in forme democratiche di organizzazione della società.
Dal nostro punto di vista, la liberazione del popolo iraniano non può essere il risultato di progetti imposti da potenze straniere. La libertà può emergere soltanto dalla lotta e dalla volontà delle persone stesse, e trasformare i movimenti sociali in strumenti delle rivalità tra Stati finisce inevitabilmente per danneggiare la società.
C'è qualcos'altro che pensate i nostri lettori dovrebbero sapere sulla situazione in Iran? E ci sono modi con cui possono offrire sostegno?
È importante capire che le persone in Iran non sono semplicemente vittime passive di questa guerra. All'interno della società iraniana esistono molti movimenti sociali: lavoratori, donne, studenti, comunità etniche e attivisti anarchici che continuano a resistere e a organizzarsi in condizioni estremamente difficili.
La società iraniana è complessa, multietnica e dinamica, e la lotta per la libertà continua in molte forme. Ciò che conta di più è la solidarietà internazionale tra i movimenti popolari, non il sostegno a progetti statali o a soluzioni imposte dall'alto.
I lettori fuori dall'Iran possono svolgere un ruolo importante amplificando e traducendo le voci indipendenti, organizzando iniziative di solidarietà e contribuendo a rendere più visibili le lotte sociali in Iran. Quanto più queste voci verranno ascoltate, tanto più sarà difficile farle tacere.

Noi siamo qui. Continuiamo a organizzarci e a resistere.
Né i Mullah né lo Shah!
Donna! - Vita! - Libertà!
Questo articolo è stato pubblicato sul sito di Freedom il 10 marzo 2026 (https://freedomnews.org.uk/2026/03/10/iranian-anarchists-we-continue-to-organise-and-resist/).

https://alternativalibertaria.fdca.it/wpAL/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
A-Infos Information Center