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(it) NZ, Aotearoa, AWSM: Polar Blast - Dominazione: il vero nemico della libertà (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 7 May 2026 07:25:29 +0300
Se la libertà è più della semplice assenza di coercizione diretta, e se
la libertà di mercato si rivela un meccanismo di dominazione piuttosto
che di liberazione, allora contro cosa lottiamo esattamente quando
lottiamo per la libertà? La risposta anarco-comunista è la dominazione
in tutte le sue forme. E questa è una categoria considerevolmente più
ampia del solo capitalismo, sebbene quest'ultimo ne sia l'espressione
contemporanea più pervasiva. La dominazione, nel senso anarchico del
termine, è qualsiasi relazione in cui una parte ha il potere di
costringere un'altra, di determinarne le condizioni di vita, di
estorcerle lavoro, di limitarne le possibilità, di incuterle timore, e
lo fa in modo strutturale, non semplicemente con un singolo atto di
violenza. La dominazione non è solo il capo che urla contro i
lavoratori, ma l'intero sistema salariale che rende i lavoratori
dipendenti dai datori di lavoro. Non è solo il poliziotto razzista, ma
l'apparato istituzionale di controllo sociale razzializzato che rende
sistematicamente vulnerabili determinati gruppi. Non è solo il partner
violento, ma l'ordine economico e culturale patriarcale che intrappola
le persone in relazioni da cui non possono permettersi di uscire.
Bakunin individuò tre fonti principali di dominio ai suoi tempi: la
Chiesa, lo Stato e il Capitale. Le intendeva come strutture che si
rafforzavano a vicenda, ognuna sostenendo le altre, ognuna producendo
forme di mancanza di libertà che si compenetravano e si amplificavano.
La Chiesa mistificava la disuguaglianza come voluta da Dio; lo Stato la
imponeva attraverso la legge e la violenza; il Capitale estraeva il
surplus che rendeva le classi dominanti abbastanza potenti da mantenere
entrambe. Combattere una di queste senza combattere le altre era, per
Bakunin, un progetto controproducente.
Pensatori anarchici successivi ampliarono questa analisi. Emma Goldman e
Voltairine de Cleyre insistettero sul fatto che il patriarcato dovesse
essere incluso come struttura fondamentale di dominio, che la
subordinazione delle donne non fosse una questione secondaria o una
contraddizione secondaria, ma fosse intrinseca alla stessa logica di
gerarchia e autorità a cui l'anarchismo si opponeva. In particolare,
Goldman comprese che una rivoluzione che liberasse la classe operaia
lasciando intatto il dominio sulle donne non sarebbe stata affatto una
rivoluzione, ma solo un riassetto dei rapporti di potere. Il suo
concetto di libertà era esplicitamente personale oltre che politico, e
includeva la libertà di autodeterminazione sessuale e riproduttiva, la
libertà di amare chi e come si desiderava, la libertà dalle specifiche
privazioni che le istituzioni patriarcali imponevano ai corpi e alle
vite delle donne.
Pëtr Kropotkin offrì un'intuizione diversa ma complementare: il dominio
non era naturale, non era inevitabile, non era l'espressione di una
profonda spinta umana verso la gerarchia e la competizione. In "Il mutuo
aiuto: un fattore dell'evoluzione", sostenne, sulla base di ampie prove
naturalistiche e storiche, che la cooperazione, la solidarietà e il
sostegno reciproco erano fondamentali per la vita animale e umana almeno
quanto la competizione. L'immagine della natura come spietata e senza
scrupoli, la narrazione del darwinismo sociale sulla guerra naturale di
tutti contro tutti, era ideologica, in quanto naturalizzava la brutalità
del capitalismo proiettandola a ritroso su un immaginario stato di
natura. In realtà, le società umane si sono mantenute per gran parte
della storia attraverso reti di cura reciproca e auto-organizzazione
collettiva. La gerarchia è stata un'imposizione storica, non un destino
biologico.
Il significato di ciò per la libertà è profondo. Se il dominio non è
naturale ma costruito, se l'autorità, la gerarchia e lo sfruttamento
sono assetti prodotti e mantenuti da specifiche forze storiche, allora
possono essere smantellati. Gli esseri umani non sono condannati a
opprimersi a vicenda. Siamo capaci di organizzare le nostre vite sulla
base della libera associazione, del mutuo soccorso e della cooperazione
volontaria. La libertà non è un sogno utopico, ma una reale possibilità
umana, che già si manifesta nelle pratiche di solidarietà, cura e
autogoverno collettivo che persistono persino all'interno della società
capitalista.
https://thepolarblast.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/04/to-be-free-together.pd
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A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
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(it) Italy, FDCA, Cantiere #43 - Il piacere della militanza anarchica - Storia, significato e attualità di un'idea politica - Alessandro Granata (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
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(ca) NZ, Aotearoa, AWSM: Polar Blast - Dominación: El verdadero enemigo de la libertad (de, en, it, pt, tr)[Traducción automática]
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