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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #35-25 - Torino. Disertori di tutte le guerre! (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sun, 18 Jan 2026 08:04:53 +0200
Un grande corteo antimilitarista ha attraversato le strade di Torino,
rompendo la cortina fumogena che avvolge l'industria bellica ed il
mercato delle armi aerospaziali nella nostra città. ---- Dal 2 al 4
dicembre si terrà la decima edizione dell'aerospace and defence
meetings, dove i maggiori player a livello mondiale sottoscriveranno
accordi commerciali per le armi che distruggono intere città, massacrano
civili, avvelenano terre e fiumi. Produttori, governi e organizzazioni
internazionali, esponenti delle forze armate, compagnie di contractor si
incontreranno e faranno affari all'Oval.
L'industria aerospaziale produce cacciabombardieri, missili balistici,
sistemi di controllo satellitare, elicotteri da combattimento, droni
armati per azioni a distanza.
All'Aerospace and defence meetings si giocano partite mortali per
milioni di persone in ogni dove: le armi italiane, in prima fila il
colosso pubblico Leonardo, sono presenti su tutti i teatri di guerra.
Torino si candida a divenire uno dei principali centri dell'industria
bellica del nostro paese.
C'è chi dice no, c'è chi si mette di mezzo.
Quella di sabato 29 novembre è stata un'importante giornata di lotta al
militarismo e alla guerra.
Alla manifestazione, indetta dall'Assemblea antimilitarista, hanno
partecipato il "Coordinamento torinese contro la guerra e chi la arma" e
delegazioni dalle tante lotte contro basi militari, poligoni di tiro,
caserme, fabbriche di morte. C'erano coordinamenti e assemblee
territoriali di Asti, Novara, Livorno, Carrara, Reggio Emilia, Palermo,
Trieste, Milano, Roma, Ragusa.
Il corteo è partito da Porta Palazzo, il cuore popolare della città,
preceduto dalla Murga e dalla Clown Army con azioni performanti che
hanno catalizzato l'attenzione delle tante persone che il sabato
pomeriggio attraversano Porta Palazzo.
La manifestazione si è poi diretta al Comune, dove si è sostato a lungo.
L'amministrazione "pacifista" della città è tra gli sponsor politici
dell'industria armiera e dell'aerospace and defence meetings. L'armata
Clown si è schierata si fronte all'ingresso ed ha dato vita ad un'azione
antimilitarista.
Lungo tutto il percorso ci sono stati interventi delle realtà
antimilitariste che hanno partecipato al corteo.
Tantissimi i temi affrontati. A porta Palazzo si è parlato dell'economia
di guerra che colpisce i poveri del nostro paese: i tagli alla sanità
uccidono chi non può permettersi di pagare prevenzione e cura. Un focus
è stato dedicato al genocidio migrante nella guerra feroce nel
Mediterraneo e sui valichi alpini, smontando ogni retorica nazionalista
in un contesto di solidarietà tra gli oppressi e gli sfruttati di ogni dove.
Si sono poi susseguiti interventi sulle campagne di arruolamento e la
propaganda patriottica nelle scuole, l'economia di guerra e le spese
militari, contro le missioni di guerra all'estero e la militarizzazione
delle nostre città. Ampio spazio è stato dedicato alla collaborazione
tra il Politecnico di Torino e Leonardo, nel progetto della Città
dell'Aerospazio, nuovo centro di ricerca bellica in centro a Torino.
La Torino antimilitarista ha dato un segnale forte e chiaro: opporsi ad
un futuro per la città legato alla ricerca, produzione e commercio
bellici è un modo concreto per opporsi alla guerra e a chi la a(r)ma.
Gettare sabbia negli ingranaggi del militarismo è possibile. Dipende da
ciascuno di noi.
Le lotte antimilitariste stanno rallentando l'estendersi della macchina
bellica, inceppandone le articolazioni sui nostri territori.
Ma non basta.
Decine di guerre insanguinano il pianeta: la maggior parte si consumano
nel silenzio e nell'indifferenza dei più. Dall'Ucraina al Medio Oriente
sono in atto conflitti violentissimi, che potrebbero deflagrare ben
oltre gli ambiti regionali coinvolti.
Ovunque bambine e bambini, donne e uomini sono massacrat* da armi
prodotte a due passi dalle nostre case.
Le guerre hanno basi ed interessi concreti sui nostri territori, dove
possiamo agire direttamente, per gettare sabbia negli ingranaggi del
militarismo.
Le guerre oggi come ieri, si combattono in nome di una nazione, di un
popolo, di un dio.
Antimilitaristi e senza patria sappiamo che non ci sono guerre giuste o
sante.
Solo un'umanità internazionale potrà gettare le fondamenta di quel mondo
di libere ed uguali che può porre fine alle guerre, spezzandone le
radici, che si alimentano alla fonte avvelenata dei nazionalismi, delle
identità escludenti, della negazione di ogni dinamica di convivenza che
si dipani dal protagonismo di chi lotta contro frontiere, Stati,
religioni, sfruttamento.
Forte per tutto il corteo, in cui slogan, interventi, tactical frivolity
hanno messo insieme, comunicazione, sfottò del militarismo un grande
impegno alla lotta e alla diserzione.
Il corteo si è concluso in piazza Vittorio con una travolgente azione
performante della Murga.
Noi non ci arruoliamo a fianco di questo o quello stato. Rifiutiamo la
retorica patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle
loro pretese espansionistiche.
Non ci sono nazionalismi buoni.
Noi siamo al fianco di chi, in ogni angolo della terra, diserta la guerra.
Martedì 2 dicembre si inaugura il mercato delle armi a Torino. Ci
saranno anche gli antimilitaristi.
Cacciamo i mercanti d'armi!
Martedì 2 dicembre
ore 11,30
All'Oval in via Matté Trucco 70
No all'aerospace and defence meetings!
ma.ma. dell'Assemblea Antimilitarista
Altre foto qui
https://umanitanova.org/torino-disertori-di-tutte-le-guerre/
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