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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #35-25 - Finanziaria: pubblicità ingannevole. Elemosine al contrasto della violenza di genere e alla maternità (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 14 Jan 2026 08:57:03 +0200
Il generale impoverimento della classe lavoratrice è certificato
dall'ILO, dall'ISTAT e perfino dalla Banca d'Italia: dal 2019 al 2025
con un'inflazione del + 20,6%, le retribuzioni sono mediamente aumentate
del + 9,47%, realizzando una perdita di potere d'acquisto cumulata del
19,61%. Dati che peggiorano ulteriormente nella pervasività del lavoro
precario, e di quello già classificato come "povero", nonché del lavoro
nero, tra cui molte delle occupazioni femminili e femminilizzate. In
questo contesto di economia di guerra, la spesa sociale e sanitaria
subisce ulteriori riduzioni reali, mentre la spesa militare sfiora i 35
mld di euro, con un aumento nel periodo 2022-2026 del 60%.
L'impoverimento e la riduzione del welfare, peggiorano le condizioni di
tutt3, ma pesano di più su quant3 si trovano già in condizioni di
difficoltà. Tra queste troviamo anche chi sta affrontando l'uscita da
una relazione violenta, e ha la necessità di trovare un luogo sicuro
dove appoggiarsi, spesso con i figli, ed in parecchi casi ha la
necessità di un reddito che possa permettere di progettare una vita
autonoma. Il Documento Programmatico di Bilancio 2026 contiene
provvedimenti di sostegno nei percorsi di fuoruscita dalla violenza, di
fragilità economica dovuta alla fuoruscita da una relazione violenta, o
all'arrivo di un figlio. Provvedimenti di facciata, buoni per la
propaganda del governo, ma assolutamente insufficienti e discriminatori.
Attraverso il rifinanziamento del Fondo per le politiche sui redditi e
le pari opportunità, costituito nel 2006, il DPB 2026 prevede un
finanziamento di 40 milioni di euro di cui 20 milioni destinati ai
centri antiviolenza e 20 milioni alle case rifugio. Cifre enormi, ma
insufficienti. Perché? Tenendo conto che risultano operativi almeno 404
CAV e 464 Case rifugio, il finanziamento medio annuo per struttura non
arriva a superare euro 46.000,00. Considerando le spese per il
personale, e quelle ordinarie di gestione, la cifra si commenta da sola.
Da considerare che a questo fondo attingono anche eventuali
finanziamenti ai Cuav (Centri per uomini autori di violenza), che oltre
alle criticità rappresentate dalle facilitazioni dei percorsi legali dei
soggetti trattati, vanno a ridurre ulteriormente le dotazioni per CAV e
Case rifugio.
Il finanziamento di euro 7 milioni, è destinato al Piano strategico
nazionale, nel quale sono compresi iniziative di reinserimento
lavorativo, sostegno abitativo e percorsi di autonomia. Con il DPB 2026
verranno aggiunti euro 500.000,00. Non è chiaro quanto di questi fondi
sia finalizzato alla copertura del Reddito di libertà, misura di
sostegno economico istituita nel 2020, e rivolta alle donne nei percorsi
di fuoruscita dalla violenza, in condizioni di particolare vulnerabilità
economica, con o senza figli, seguite dai Centri antiviolenza
riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali. Alle cittadine
italiane e comunitarie sono equiparate le cittadine extracomunitarie
aventi lo status di rifugiate politiche o di protezione sussidiaria: una
condizione legale della minoranza delle donne immigrate, ed in fase di
progressiva restrizione. L'erogazione consiste in un assegno mensile di
euro 500,00 per 12 mesi (euro 6.000,00 annui per ciascun caso) fino ad
esaurimento del Fondo dedicato, insufficiente a coprire i bisogni reali
di quante chiedono aiuto. Non sappiamo quanto di questo stanziamento
venga destinato al Reddito di libertà, ma supponendo sia l'intero
importo, esso consentirebbe di intervenire a favore soltanto di 1.250
casi, 59 per regione. Un numero di casi irrisorio che rappresenta il
5,24% delle richieste di aiuto, considerando che nel 2024 i CAV della
sola rete DI.RE hanno accolto 23.851 casi. Un sostegno nominale, su cui
nel bisogno non si può davvero contare!
Per la maternità, propagandata fortemente dal governo Meloni, è previsto
il Bonus Mamme. Per ottenere il cosiddetto sostegno di euro 60,00
mensili (un'elemosina e chi ha figli lo sa bene), tuttavia essere madri
non è sufficiente. Un figlio non basta, ne occorrono almeno due, oltre a
un reddito inferiore a 40.000,00 euro lordi, ad un contratto di lavoro
come dipendente, con l'eccezione dei contratti di lavoro domestico, che
restano esclusi. Una discriminazione forse non casuale, che va a colpire
quasi sempre donne spesso immigrate, e già in difficoltà a causa degli
orari ridotti e dei bassi redditi. Per chi ha tre figli è previsto un
premio maggiore: cessa il bonus mamme e si attiva un azzeramento dei
contributi previdenziali che entrano in busta paga. Un aumento di
stipendio irrisorio e provvisorio, per un impegno duraturo e costoso.
I grandi numeri calati nella realtà e comparati consentono una lettura
politica di questi provvedimenti, che va oltre la propaganda del
governo. Le cifre stanziate sono bonus discriminatori, prebende
assolutamente insufficienti a costituire un sostegno reale nelle varie
situazioni considerate, con stanziamenti aleatori, che vengono rimessi
in discussione ad ogni finanziaria. Niente di stabile. Vengono stanziati
fondi insufficienti ai CAV che restano poveri di risorse, quindi
nell'impossibilità di far fronte alle tante e disperate richieste di
aiuto. Senza contare che sono ancora pochissimi quelli che accolgono
persone trans, ma questa è un'altra questione. Ai CAV laici e femministi
si sono aggiunti i Centri gestiti da associazioni cattoliche, che oltre
ad assorbire parte dei finanziamenti, aumentano la discriminazione di
chi sceglie relazioni affettive non in linea con la triade Dio, Patria e
Famiglia. Anche il bonus mamme, che si dovrebbe distinguere per
consistenza da parte di un governo che ci terrorizza con l'inverno
demografico, somiglia più ad una mancia che a un sostegno per i bisogni
reali dei figli. La spesa militare viene finanziata senza risparmio,
mentre per i bisogni reali restano le briciole, e la pubblicità
ingannevole del governo sempre più pervasiva e urlata, non si ferma. Ma
noi non ci caschiamo!!
Nadia Nardi
https://umanitanova.org/finanziaria-pubblicita-ingannevole-elemosine-al-contrasto-della-violenza-di-genere-e-alla-maternita/
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(it) Brazil, Capixaba, FACA: La cortina fumogena delle ONG: il welfare come arma del capitale e dello Stato (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
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(ca) Italy, FAI, Umanita Nova #35-25 - Presupuesto: Publicidad engañosa. Organizaciones benéficas para combatir la violencia de género y apoyar la maternidad (de, en, it, pt, tr)[Traducción automática]
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