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(it) Italy, FDCA: Sciopero General 12 Dicembre 2025 (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 7 Jan 2026 08:11:27 +0200
La CGIL, da sola, ha proclamato lo sciopero contro la Finanziaria ancora
in discussione, che si presenta come un'ulteriore conferma di una
politica economica di "lacrime e sangue" per le masse lavoratrici, per
le donne e per le giovani generazioni. ---- Dalla mancata risposta
all'aumento della povertà che investe oramai quasi 6 milioni di persone;
al perpetuarsi di una condizione di buona parte di lavoratrici e
lavoratori attivi che con i loro salari non riescono ad arrivare a fine
mese; al sotto finanziamento del servizio sanitario pubblico; alla
chiara volontà di favorire sempre più la sanità privata, così come i
tagli al finanziamento alla scuola pubblica ed al manifesto disimpegno
finanziario per quanto riguarda i continui dissesti climatici.
L'unico dato che è in costante aumento sono le spese militari. La
campagna politica ed economica di riarmo che le borghesie alimentano a
livello mondiale alla quale il governo Meloni non si sottrae, conferma
che le ricette classiche iniziate oramai da oltre 40 anni quali, la
delocalizzazione degli impianti industriali, la riduzione dei salari, la
precarizzazione della forza lavoro così come la continua ed inesorabile
devastazione ambientale, non sono più sufficienti a ripristinare margini
di profitto alla borghesia mondiale.
Ci avviciniamo sempre più ad una guerra fra le diverse classi dominanti
e fra le principali potenze imperialiste per il controllo del mercato
mondiale; uno scontro che coinvolge gli Stati Uniti e la Russia,
comprese le potenze di nuovo conio come la Cina ed i vari imperialismi
sub regionali, come tragicamente la guerra in Ucraina e nel Medio
Oriente dimostra; uno scontro in cui sarà il proletariato mondiale a
pagare tragicamente il conto.
Lo sciopero del 12 Dicembre deve quindi essere un primo passo per
coinvolgere le lavoratrici e i lavoratori, ma che non può essere di per
se risolutivo.
Le mobilitazioni che si sono susseguite hanno consentito gli eventi
unitari quali lo sciopero generale del 3 e la successiva manifestazione
del 4 di ottobre contro il genocidio in Palestina e contro la guerra;
eventi che hanno visto crescere la consapevolezza e la capacità di una
significativa parte del movimento sindacale di realizzare una proficua
pressione sui rispettivi gruppi dirigenti: una spinta dal basso che è
stata capace di saldarsi alla mobilitazione delle masse studentesche e
giovanili, in una unità di azione che non deve essere lasciata cadere
affinché possa generalizzarsi a contesti sociali sempre più ampi.
Ecco perché la scelta dei gruppi dirigenti dell'USB di scioperare il 28
di novembre e quella della CGIL di scioperare in solitaria il 12
Dicembre deve essere superata Con la CISL oramai posizionata su
posizioni accondiscendenti con la maggioranza governativa e con UIL in
cerca di una sua solitaria posizione e non più disponibile a un'unità di
intenti con la CGIL, è necessario coinvolgere in concrete iniziative di
lotta le lavoratrici e i lavoratori che, per le scelte compromissorie
della dirigenza CGIL, hanno dato vita e aderito alle organizzazioni del
sindacalismo di base: questo perché è necessario e urgente ripristinare
fiducia e credibilità nelle masse lavoratrici e nelle nuove generazioni
al fine di tornare a vincere.
Superare le divisioni di settore e delle medesime categorie per
riprendere una battaglia salariale unitaria e generalizzata unitamente a
una richiesta effettiva di riduzione giornaliera dell'orario di lavoro;
disdettare l'accordo interconfederale del Patto della Fabbrica e
richiedere una nuova scala mobile dei salari.
Occorre porre un freno ed una costante riduzione della sanità
integrativa e del così detto "welfare" aziendale e contrattuale, arma
per ridurre concretamente l'assistenza sanitaria pubblica e il suo
valore universalistico, al fine di lasciare spazio all'iniziativa
sanitaria privata.
Non è pensabile che ogni categoria affronti il proprio rinnovo
contrattuale da sola.
Tale scelta ha prodotto una ulteriore diversificazione delle condizioni
salariali e normative tali che lo stesso contratto nazionale dei
metalmeccanici, categoria fortemente sindacalizzata e punto di
riferimento storico dell'intero movimento sindacale si è chiuso,
nonostante le 40 ore di sciopero, con una sonora sconfitta delle
proposte sindacali ed un allungamento dello stesso contratto da tre a
quattro anni, non raggiungendo, per altro, alcun significativo passo
verso la riduzione d'orario.
Il nostro lavoro e la nostra militanza all'interno della lotta di classe
si caratterizza su queste linee e su questi obiettivi.
https://www.comunismolibertario.it/comunicato%2012%20dicembre%202025.pdf
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