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(it) France, UCL AL #368 - Ecologia - Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali: NIENTE GIOCHI, né qui né altrove! (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Mon, 9 Mar 2026 07:58:42 +0200
Con l'inizio delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali (OPI) questo mese,
è importante ricordare che ospitare un evento del genere ha un costo
ambientale e sociale. Nel 2030, le prossime OP invernali si svolgeranno
nelle Alpi francesi. Diamo un'occhiata alle esperienze passate per
ricordare l'impatto di un evento del genere, che avvantaggia solo la
borghesia capitalista che lì trova i suoi interessi finanziari. L'opera
di geografia critica di David Harvey spiega ampiamente il ruolo dello
spazio e di determinati luoghi nell'attrarre capitali, accumularli e
generare rendite. Egli dimostra che comprendere le contraddizioni del
capitalismo è inscindibile dalla comprensione della pianificazione
territoriale. Le regioni montane con stazioni sciistiche sono diventate
luoghi privilegiati per la riproduzione del capitale, con una logica di
sviluppo immobiliare che porta allo sviluppo di neve artificiale e
infrastrutture, il tutto a scapito dei fondi pubblici. Inoltre, Gabriel
Fablet riecheggia l'analisi di David Harvey nella sua tesi quando
descrive le stazioni sciistiche come una "organizzazione produttiva
territorializzata"[1].
I comuni che sostengono lo sviluppo delle stazioni sciistiche sono
quindi imprenditori urbani nella competizione internazionale. Di
conseguenza, questi investimenti innescano una dipendenza da scelte
passate (sbagliate) da cui le comunità montane faticano a liberarsi. I
capitalisti traggono profitto da queste strutture su larga scala,
lasciando enormi debiti nelle aree circostanti e devastando l'ambiente.
I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2030, che si terranno
nelle Alpi francesi, offriranno l'opportunità di vedere ancora una volta
questa logica all'opera. Sono promesse numerose infrastrutture inutili,
costose e distruttive per l'ambiente.
Disastrose esperienze passate
Per comprendere la portata del disastro imminente, possiamo guardare ai
nostri vicini italiani. In effetti, i Giochi Olimpici di Milano-Cortina
si svolgeranno per tutto febbraio 2026. Offrono una buona anteprima di
ciò che ci aspetta nel 2030. Ci sono, infatti, molte somiglianze tra le
due candidature: entrambe si trovano nella stessa regione alpina,
entrambe le località hanno già ospitato numerose competizioni
internazionali ed entrambe comprenderanno diverse sedi olimpiche. Questi
Giochi del 2026 e del 2030 vengono inoltre presentati come "a costo
zero" per l'ambiente e la salute, e sono state fatte promesse di
costruire infrastrutture minime e di riutilizzare le strutture esistenti.
Eppure, in Italia, la costruzione di infrastrutture turistiche in
montagna è stata dilagante. Ad esempio, solo due sedi dovevano essere
costruite da zero: il Villaggio Olimpico di Milano e il PalaItalia di
Milano Santa Giulia. Questo è ovviamente falso, poiché in realtà sono 94
i progetti infrastrutturali per questi Giochi Olimpici, 44 dei quali
riguardano impianti sportivi e 50 infrastrutture di trasporto. Una nuova
pista per bob, slittino e skeleton è stata costruita, contro il parere
del Comitato Olimpico Internazionale e nonostante un impianto già
esistente, in uno degli scenari più belli delle Dolomiti, devastato per
l'occasione.
Inoltre, sebbene annunciati con un budget di 1,6 miliardi di euro, i
Giochi Olimpici del 2026 hanno già superato i 5 miliardi di euro perché
l'Italia sta cogliendo l'occasione per finanziare altri progetti
infrastrutturali, come le strade. Inoltre, ci sono 45 sponsor e partner
ufficiali, tra cui colossi dei combustibili fossili (come Eni) e della
produzione di armi (come Leonardo), con l'evento, finanziato al 40%, che
funge da greenwashing per loro. Saranno inoltre prodotti 2 milioni di
metri cubi di neve artificiale utilizzando 836.000 metri cubi di acqua.
Infine, i progetti dei Giochi Olimpici hanno beneficiato di un quadro
giuridico eccezionale, che ha portato il 64% dei progetti relativi a
Milano-Cortina 2026 a non includere una valutazione di impatto
ambientale nella fase iniziale[2].
Il Villaggio Olimpico di Milano in costruzione nel 2024.
(Wikimedia/Marcuscalabresus) Molti progetti di costruzione si stanno
svolgendo anche in siti caratterizzati da elevati rischi naturali. Ad
esempio, il Villaggio Olimpico temporaneo è stato costruito in un'area
ad alto rischio idrogeologico, con un sistema di costruzione assurdo che
prevedeva il trasporto delle 377 case del Villaggio Olimpico a quattro
alla volta su ogni camion.
Sono stati costruiti grandi bacini di stoccaggio dell'acqua per la
produzione di neve artificiale: uno con una capacità di 200.000 metri
cubi nella zona del Mottolino e un altro con una capacità di 120.000
metri cubi nella zona del Carosello. Il fabbisogno di neve artificiale
sarà infatti immenso, con un consumo idrico doppio rispetto a quello
previsto per le Olimpiadi di Milano-Cortina. Inoltre, in Italia, anche
la mafia ne trae vantaggio: è noto che 56 persone coinvolte in questi
progetti sono state segnalate dalla Direzione Investigativa Antimafia
per possibili legami con organizzazioni mafiose, e l'assegnazione degli
appalti pubblici rimane discutibile.
In breve, queste Olimpiadi vengono ancora una volta utilizzate per
rafforzare la già infernale infrastruttura turistica, per convogliare
denaro pubblico verso aziende private dedicate ai lavori di costruzione,
alcune delle quali potrebbero persino essere legate alla mafia.
Ricordiamo che le Olimpiadi italiane sono finanziate al 60% con fondi
pubblici. Numerosi deficit minacciano di paralizzare le finanze di
piccole città, come Cortina, come già accaduto in Savoia per le
Olimpiadi invernali di Albertville del 1992 e a Grenoble nel 1968.
Al contrario, le Olimpiadi invernali del 2030, previste per le Alpi
francesi, si svolgeranno in località che saranno anch'esse oggetto di
importanti lavori di costruzione. La legge olimpica, che stabilisce un
quadro giuridico eccezionale, è attualmente in discussione in
Parlamento. In questa fase, propone di esentare i progetti di
costruzione necessari per le Olimpiadi dalle normative ambientali e
urbanistiche. Propone inoltre, senza ritegno, di alloggiare i membri del
comitato organizzatore olimpico in ostelli per giovani lavoratori. Si
temono sfratti simili a quelli subiti dagli studenti nelle residenze
studentesche durante le Olimpiadi di Parigi 2024.
Inoltre, i comuni che ospiteranno gli eventi stanno già affrontando
ripercussioni legali, in particolare per problemi di consumo idrico
legati al piano regolatore locale (Le Grand Bornand), un bacino idrico
abusivo in alta quota (La Clusaz) e prelievi d'acqua illegali per
l'innevamento artificiale (Le Grand Bornand, La Clusaz, Courchevel)[3].
Queste Olimpiadi sono disastrose per i lavoratori e l'ambiente. La carta
sociale sostenuta dai sindacati, in particolare dalla CGT, deve essere
denunciata! NO alle Olimpiadi ovunque sulle Alpi e oltre!
Oriane (UCL Grenoble)
Invia
[1]G. Fablet, "Tra performance dello strumento produttivo e
sostenibilità dello strumento di sviluppo: il dilemma immobiliare nelle
nuove stazioni sciistiche in alta quota", Université Grenoble Alpes, 2015.
[2]"Le insostenibili olimpiadi di Milano-Cortina 2026: tutte le promesse
tradite", La Via Libera n. 33, 2025.
[3]M. Kerinec, "Olimpiadi invernali 2030: la truffa di bilancio del duo
Barnier/Wauquiez", Blast-info.fr, 14 ottobre 2024.
https://www.unioncommunistelibertaire.org/?Jeux-olympiques-et-paralympiques-d-hiver-NO-JO-ni-ici-ni-ailleurs
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