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(it) Italy, FDCA, Cantiere #41 - Per un movimento antimilitarista unitario, autonomo e di massa - Tiziano Antonelli - Coordinamento Antimilitarista Livornese* (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sun, 8 Mar 2026 07:27:30 +0200
Buonasera, grazie alle compagne e ai compagni che hanno organizzato
questa iniziativa e che mi hanno permesso di intervenire. Le cose da
dire sarebbero molte, cercherò di essere il più breve possibile. Per chi
non ci conosce, noi abbiamo costituito il Coordinamento Antimilitarista
Livornese quattro anni fa e abbiamo iniziato subito una campagna contro
le missioni militari all'estero e la nostra prospettiva è la prospettiva
di costruire un movimento antimilitarista unitario, autonomo e di massa.
Noi siamo pervicacemente unitari, chi ha avuto la possibilità, la voglia
di partecipare alla manifestazione che abbiamo fatto il 4 novembre ha
visto che tutte le realtà che hanno partecipato all'organizzazione della
manifestazione hanno avuto la possibilità di intervenire e di dare il
loro contributo all'iniziativa. Autonomo perché è composto da attiviste
e attivisti di vario orientamento politico, di varia ispirazione ideale
e tutti hanno il loro spazio e la possibilità di dare il loro
contributo. Di massa perché l'esperienza di queste settimane ci ha
dimostrato che solo se riusciamo a essere in piazza, a muovere le masse,
otteniamo dei risultati.
Le lotte che ci sono state in queste settimane ci lasciano dei grandi
insegnamenti. Il primo insegnamento, secondo me, è quello di un nuovo
protagonismo della classe operaia, nei posti di lavoro e soprattutto sui
temi meno legati a questioni di interesse perché è vero che il
militarismo ci colpisce anche nelle condizioni di vita immediate, ma
quello che ha mosso le manifestazioni di settembre-ottobre è il rifiuto
della guerra in quanto tale e uno spirito di solidarietà
internazionalista. Sono state delle manifestazioni che da un certo punto
di vista possiamo definire disinteressate.
Questo è un importante momento di riflessione anche per capire come si
sono mosse quelle manifestazioni, il significato profondo dei blocchi.
Il blocco, al di là della causa immediata, significa rivendicare un
ruolo da protagonista all'interno della produzione, vuol dire mettere in
discussione la produzione di armi, vuol dire mettere in discussione il
trasporto delle armi, vuol dire mettere in discussione la trasmissione
del sapere che le istituzioni vorrebbero orientare in senso militarista.
Questo cosa vuol dire? Vuol dire che la classe operaia, i lavoratori che
producono tutto, possono decidere cosa produrre, come produrre, e questo
è l'elemento centrale del cambiamento sociale. Se riusciamo a sviluppare
questa coscienza di produttori, possiamo preparare il terreno per
l'espropriazione e per l'abolizione della società basata sulla proprietà
privata, che è l'unica soluzione alle crisi in cui ci dibattiamo.
Comunque lasciando perdere gli scenari futuri, il Coordinamento
Antimilitarista Livornese si augura che il 12 dicembre, che è una data
molto importante, sia un'ulteriore tappa in questa direzione. Però
dobbiamo renderci conto che la finanziaria che ci sta proponendo il
governo è una finanziaria di transizione. La finanziaria vera verrà
dopo. Il governo ha già prenotato 15 miliardi del piano Rearm Europe. Ad
aprile ci sarà l'incontro a Bruxelles per valutare se l'Italia, uscendo
dalla procedura di infrazione, potrà accedere a questi soldi o meno. A
giugno ci sarà il vertice NATO tradizionale a Bruxelles in cui saranno
decise ulteriori spese militari. Quello sarà il momento in cui verrà
fuori la finanziaria vera, in cui faranno veramente conto.
È uno dei momenti. Perché l'altro momento sarà quando finirà la guerra
in Ucraina. Perché quando finirà la guerra in Ucraina l'Italia, per
esempio, dovrà mettere a bilancio i 30 miliardi che ha dato all'Ucraina.
Al 15 ottobre di quest'anno, fra contributi diretti e contributi
attraverso le istituzioni europee, l'Italia aveva dato 30 miliardi
all'Ucraina.
Questi soldi non ritorneranno mai più indietro. Perché l'Ucraina, prima
della guerra, aveva un prodotto interno lordo di 130 miliardi. E non ha
le possibilità di rimborsare tutti questi soldi, quelli che ha ricevuto
dall'Italia, quelli che ha ricevuto dall'Unione Europea, quelli che ha
ricevuto dal resto dell'Europa, quelli che ha ricevuto dagli Stati
Uniti, quelli che ha ricevuto dal resto del mondo.
E qualcuno li dovrà pagare. E saremo noi. E questo non riguarda soltanto
l'Italia, ma riguarda tutta l'Unione Europea.
La Commissione Europea ha preparato un bilancio per il periodo che va
dal 2028 al 2034, questo bilancio prevede che dei 1 300 miliardi che
sono messi a bilancio, 400 non siano allocati, cioè siano nella completa
disponibilità della Commissione. Come hanno ottenuto questo? Riducendo
gli stanziamenti per la politica agricola comune e per i fondi di
coesione, che sono quelli che dovrebbero servire anche ai problemi sociali.
La Commissione Europea perché fa queste cose? La Commissione Europea
riesce a fare queste cose perché crea una situazione d'emergenza. Con la
situazione d'emergenza creata sul Covid, ha potuto lanciare quel
programma di finanziamenti del Next Generation EU, che ha permesso
praticamente di varare una specie di Eurobond. Non ha ancora il sì
formale definitivo, ma la sostanza è questa.
La stessa cosa succede con la guerra. Con la scusa dell'emergenza
guerra, la Commissione Europea utilizzerà questi soldi per il riarmo.
Oltre questo, ha messo in piedi un programma che si chiama Scudo
Democratico Europeo, che prevede un finanziamento di 9 miliardi agli
organi di informazione, ai mass media e alle organizzazioni della
società civile, che propaganderanno la proposta politica dell'Unione
Europea. Quindi propaganderanno la guerra, propaganderanno il riarmo,
propaganderanno la centralizzazione, propaganderanno tutte queste belle
cose. Abbiamo la possibilità di fermarle.
Abbiamo la possibilità, per esempio, di far sì che l'anniversario della
guerra in Ucraina, dell'inizio dell'aggressione della Russia
all'Ucraina, diventi un'ulteriore occasione di lotta, chiamando i
governi europei alla loro responsabilità, che smettano di dissipare
inutilmente nei massacri i soldi che ci prendono. E questo è un impegno
grosso ma ce lo possiamo assumere. E mi auguro che lo si possa assumere
in maniera unitaria.
Perché indietro a tutto questo c'è la leva. Ci sono tante cose, ma c'è
soprattutto il fatto che i governi hanno paura che si sappia la verità,
come hanno avuto paura che si sapesse la verità sui vaccini, hanno paura
che si sappia la verità sulla guerra in Ucraina, sui soldi che buttano
via. Il 12 dicembre è una giornata importante, dicevo, perché il 12
dicembre ci dà la dimostrazione che noi abbiamo la possibilità di
smascherare le menzogne che ci dicono le istituzioni.
Il 12 dicembre del 1969 scoppiarono le bombe a Milano e a Roma. Ci
furono 16 morti alla Banca dell'Agricoltura. Giuseppe Pinelli fu gettato
dal quarto piano della Questura di Milano.
Fu il più grande attacco al potere operaio in fabbrica e il più grande
tentativo di criminalizzazione del movimento anarchico. Ma fu sventato,
fu sventato perché ci fu un impegno di massa, costruito lentamente,
capillarmente per smascherare la montatura con la chiarezza, con il
dibattito, con la discussione, con la collaborazione, con il confronto
reciproco, non con la violenza. Siamo riusciti ad avere ragione della
violenza degli altri, della violenza che usano contro di noi.
Ecco, mi auguro che si sia in grado di costruire un vasto movimento di
massa, unitario e autonomo contro il militarismo e contro la guerra.
*Il Coordinamento Antimilitarista Livornese, costituito nel 2021, ha
come obiettivo primario demistificare il ruolo del militarismo nella
società e lanciare una campagna per fermare l'intervento militare dello
Stato italiano all'estero. Alternativa Libertaria partecipa con i propri
militanti e simpatizzanti alla attività del coordinamento. Questo
intervento è stato proposto da Tiziano Antonelli, a nome del
Coordinamento Antimilitarista Livornese, all'assemblea promossa dalla
CGIL il 9 dicembre 2025 a Livorno.
https://alternativalibertaria.fdca.it/wpAL/
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