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(it) Italy, FDCA, Cantiere #41 - Bisogni ed esigenze nell'essere umano - Paola Perullo (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 5 Mar 2026 07:37:03 +0200
Affrontando la questione della cultura e della formazione come forma di
liberazione dall'idea dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo, ci si
imbatte necessariamente sull'argomento della natura umana, che rimane da
approfondire e da precisare. Se ci affidiamo alle scoperte più
rivoluzionarie nel campo della biologia umana degli ultimi cinquanta
anni, non può passare inosservata la scoperta della nascita umana,
elaborata dallo psichiatra romano Massimo Fagioli. Secondo questa
visione, l'uomo non è fatto solo di bisogni, ma è fatto anche di
esigenze. Dalle intuizioni di Marx fatte nella seconda metà
dell'Ottocento, sulla possibilità di superare il disumano della società
capitalistica attraverso la lotta contro lo sfruttamento dell'uomo
sull'uomo, la domanda da porsi è se una volta soddisfatti i bisogni
materiali si possa passare alla ricerca sulla vera realizzazione degli
esseri umani, prendendo in considerazione le esigenze, prime fra tutte
quelle legate alla relazione interumana e all'investimento affettivo e
sessuale. Nell'epoca in cui non sa ancora nulla della vita, il neonato è
capace di "immaginare" attaccandosi al seno e sviluppare la fiducia
nell'umano.
L'uguaglianza ha il suo fondamento nella nascita umana perché l'emergere
del pensiero dalla biologia del corpo è un fenomeno universale, che
riguarda tutti gli esseri umani. Questa idea di uguaglianza della
nascita è rivoluzionaria e ci dà la possibilità di condurre una lotta
culturale contro ogni razzismo: se si pensa oltre alla soddisfazione dei
bisogni e alla realizzazione delle esigenze, i diseredati vanno
riscattati dalla loro condizione senza fare l'elemosina, perché
l'identità umana è uguale per tutti. Se si afferma il termine identità
umana si aboliscono i termini straniero e diverso.
L'identità umana viene fuori alla nascita; negare questo significa
uccidere l'umanità che è in noi e giustificare la violenza come forma
inevitabile di rapporto tra gli esseri umani, che oltre al razzismo
conduce alla guerra. Da questo punto di vista anche il problema
dell'emancipazione femminile non può essere inteso come raggiungimento
di una parità formale: esso ha valenze per ogni prospettiva di
emancipazione umana.
Per chi ha la responsabilità di formare le menti di bambini e ragazzi,
penso sia fondamentale contrapporre alla cultura egemone di destra, che
considera la realtà immutabile e si fa forte di concezioni razziste
sulla natura umana, una cultura nuova, un "nuovo umanesimo" che parta
domandandosi cos'è l'uomo. La vita umana inizia alla nascita per una
reazione cerebrale alla luce, che Fagioli chiama "fantasia di
sparizione": il bambino cioè chiude gli occhi per lo stimolo luminoso e
"fa sparire" tutto ciò che lo disturba, le cose inanimate come la luce,
il rumore, gli oggetti; contemporaneamente ha una fantasia-immagine che
muove dalla richiesta di relazione umana. Questa domanda di rapporto non
ha alcun legame con la rappresentazione del mondo esterno, né è legata
ai cinque sensi; essa è una creazione del pensiero che ha un antecedente
nella memoria del contatto biologico con il liquido amniotico.
Sebbene la nascita umana, a uno sguardo positivistico, possa sembrare
simile a quella di altre specie viventi, segue invece una dinamica di
rapporto con la realtà umana circostante, che è molto più ricca e
articolata rispetto a quella degli altri mammiferi. Con la nascita
dunque non compare solo il bisogno di nutrimento ma anche l'esigenza di
rapporto affettivo, ed è molto importante, per la delicatezza del
momento, che il neonato trovi una risposta adeguata alla sua domanda di
amore, perché da questo inizio dipenderà in gran parte il suo benessere
psicologico e la sua realizzazione umana. Il neonato, come ogni altro
essere vivente, muore se i bisogni del corpo non sono soddisfatti, ma a
differenza degli altri esseri viventi è ferito nelle sue dimensioni
affettive se non trova risposta alla domanda di rapporto. Le esigenze
sono proprie della realtà umana contro ogni idealismo, perché anche la
mente si sviluppa con un atto materiale. La dinamica della nascita, in
ragione della natura biologica della fantasia di sparizione e
dell'intuizione-speranza che esista un seno è interamente ricondotta
alle caratteristiche della specie umana. In seguito, per lo sviluppo del
pensiero e per il benessere dell'individuo, è centrale la relazione
interumana. Nessuno spazio è lasciato né al determinismo biologico, né
all'idea di una provenienza divina del pensiero, e nemmeno all'idea
illuministica secondo la quale il pensiero si formerebbe dai cinque sensi.
Il marxismo cerca nell'analisi sociale, nelle ideologie, nella cultura,
nelle condizioni che determinano la felicità e l'infelicità della
condizione terrena quale sarebbe quell'esperienza che fornisce contenuti
al pensiero, però colloca l'esperienza umana che è alla base del
pensiero nei rapporti economici, trascurando tutta quella fase della
vita che precede la formazione dell'individuo adulto, dunque trascurando
la sua nascita. Cosa ne potrebbe derivare, se entrasse nella cultura
l'idea di un'umanità egualitaria per natura e che realizza sé stessa
nello scambio di amore e di fratellanza con gli altri esseri umani?
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