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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #34-25 - Quando i numeri sono un'opinione. Dati ufficiali sulla criminalità (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 7 Jan 2026 08:10:47 +0200
Il Ministero degli Interni, che pubblica le statistiche ufficiali
riguardanti il numero e il tipo dei reati denunciati nel corso dell'anno
precedente, ha anticipato questi dati fornendoli in esclusiva a un
quotidiano. ---- Come sempre accade in questi casi la lettura dei numeri
diventa immediatamente politica e quanto più sono dettagliate le tabelle
tanto più è possibile privilegiare le interpretazioni a seconda delle
idee che si hanno rispetto al fenomeno della "criminalità". Un termine
che comprende al suo interno comportamenti che vanno dal triplice
omicidio all'imbrattamento di un edificio pubblico, fatti diversi che
vengono messi nello stesso calderone contribuendo al totale generale. In
attesa che vengano resi disponibili i dati ufficiali vediamo alcuni di
quelli diffusi nelle anticipazioni.
I delitti denunciati nel corso del 2024 dalle forze dell'ordine
all'Autorità Giudiziaria sono stati complessivamente 2.380.653. Nel
corso di (quasi) venti anni il numero è passato da 2.771.490 del 2006
per poi aumentare fino a 2.892.155 (2013) e poi iniziare a diminuire
fino a 1.900.624 (2019).
Osservando il suo andamento complessivo si può affermare che c'è stata
una tendenziale diminuzione, anche tenendo conto dell'anomalia dei due
anni di COVID. Bisogna sempre tener presente che questo numero è il
totale delle denunce e non quello delle condanne che, per ovvie ragioni,
è minore. Per cui anche se nel 2024 ci sono state l'1,7% di denunce in
più rispetto al 2023 questo non è particolarmente significativo.
Anche senza prendere in considerazione questi numeri, è fin troppo
facile constatare che la politica, e tutti i partiti, ritengono la
"criminalità" un problema centrale se non addirittura quello principale.
Questo è dovuto, in alcuni casi, alla propensione storica di alcune
formazioni politiche a propagandare e perseguire una linea basata su
"legge e ordine" che costituisce una parte essenziale del loro
patrimonio ideologico identitario. In altri casi ci sono partiti,
convinti che occuparsi delle questioni della microcriminalità invece che
del problema degli affitti sempre più cari paghi maggiormente in termini
elettorali.
In soccorso a entrambe queste posizioni ci sono i dati disaggregati
delle statistiche. Vale a dire i numeri che si riferiscono alle diverse
fattispecie di reati oggetto di denuncia.
Ma, anche in questo caso, la lettura dei dati può essere fatta con
diversi tipi di "occhiali". Facciamo un esempio: nel 2024 le denunce per
furto (tutti i tipi) sono aumentate del 3% rispetto al 2023 e hanno
costituito il 44% sul totale delle denunce. Guardando però gli stessi
dati con degli "occhiali" diversi si scopre che i furti (tutti i tipi)
sono diminuiti nel 2024 del 33% rispetto al 2014. Lo stesso discorso
vale anche per altri reati; numeri che possono assumere un aspetto
preoccupante se guardati da troppo vicino e uno decisamente meno se
osservati da lontano.
Un altro esempio lampante è il grande spazio che danno i mezzi di
comunicazione di massa ad alcuni fatti di cronaca riguardante gli
omicidi volontari, andando a ripescare anche avvenimenti molto distanti
nel tempo. I dati confermano, da anni, che l'Italia è uno dei paesi con
il numero minore di omicidi volontari in Europa (penultimo posto), un
dato che diminuisce di anno in anno: nel decennio 2015-2024 gli omicidi
sono passati da 475 a 319. Anche se si analizza il dato distinguendo tra
vittime di genere maschile e di genere femminile il risultato non
cambia: nel primo caso si è passati da 330 a 206 e nel secondo da 145 a 113.
Ci sono naturalmente anche numeri che mostrano delle chiare tendenze
all'aumento. Questo è il caso dell'incremento delle denunce a carico di
persone in giovane età, anche minorenni e di stranieri, in entrambi i
casi per reati "di strada" o connessi alle sostanze stupefacenti. E su
questo ci sarebbe molto da ragionare e da scrivere.
La raccolta e l'elaborazione di questo genere di dati è sicuramente
utile a chi vuole studiare il fenomeno della criminalità dal punto di
vista sociologico e potrebbe anche servire, in una società che vorrebbe
fare a meno del carcere, per provare a capire le motivazioni di chi
commette un reato al fine di mettere in atto delle politiche di
prevenzione. Invece viviamo in un sistema sociale nel quale questi dati
servono quasi esclusivamente alla propaganda, a proporre l'aumento del
numero di agenti delle varie forze di polizia, la costruzione di nuove
carceri e la richiesta di pene più severe. Ma si può fare anche di
peggio, l'attuale Governo ha già introdotto, con il cosiddetto "Decreto
Sicurezza" (DL 20/2025) 14 nuovi reati che, inevitabilmente, porteranno
nei prossimi anni a un incremento delle denunce che finiranno poi per
alimentare campagne di allarme sociale. Da notare infine un piccolo
rischio di "corto circuito": da una parte i partiti al Governo hanno da
sempre la tendenza a straparlare di aumento dei reati mentre dall'altra
potrebbero, visto che sono al potere da tre anni, intestare alla propria
politica nel settore della sicurezza i numeri complessivi che non sono
poi così tragici. Siamo convinti che faranno entrambe le cose. Non
abbiamo dubbi.
Pepsy
https://umanitanova.org/quando-i-numeri-sono-unopinione-dati-ufficiali-sulla-criminalita/
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